Disastro Scotland Yard: l’importanza di backup e disaster recovery per tutti

Disastro Scotland Yard

Il disastro Scotland Yard rappresenta uno degli errori più gravi di questo inizio anno, in fatto di archiviazione e protezione dei dati.

Una piccolissima disattenzione costata molto cara: mediante infatti un semplice clic, la giustizia britannica si è ritrovata senza migliaia di dati custoditi all’interno dei loro computer.

Si è trattato di un evento sconvolgente, i dati aziendali e quelli sensibili identificano elementi essenziali in quanto strettamente legati alle attività lavorative e privacy delle persone, soprattutto quando sei Scotland Yard. Ma potrebbe capitare a chiunque.

L’evento è stato definito come estremamente pericoloso, in quanto sono state cancellate moltissime registrazioni di Dna e altri dati relativi a molteplici criminali che sono andati perduti.

Il numero di dati cancellati equivale a circa 400.000, relativi a reati commessi, ad arresti e a dati di pregiudicati e relative impronte digitali. Un vero e proprio attentato alla giustizia. La vicenda è stata poi sottoposta al controllo e alla gestione da parte di addetti funzionari della sicurezza.

L’errore sarebbe stato causato da un responsabile di Scotland Yard che, in un intervento di pulizia generale, avrebbe identificato i dati come cancellabili, procedendo all’eliminazione. Non quindi un attacco hacker ma una banale disattenzione, come potrebbe capitare a tutti, in qualsiasi azienda.

Questo fatto ci rimarca ancora una volta l’importanza di un’adeguata infrastruttura di sicurezza per la protezione dei dati.

Tecnologia e Sicurezza- L’importanza di preservare i dati

Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico ha completamente stravolto l’ambiente lavorativo. Parliamo principalmente della strumentazione e dei dispositivi utilizzati alla portata di tutti.

L’ambito privato, ma soprattutto quello aziendale, sono i campi dove l’evoluzione sta avendo il maggior riscontro, ancor più nell’ultimo anno di lockdown.

Molte delle nuove figure professionali che lavorano nei complessi industriali, sono propriamente assunte per la gestione e il controllo dei dati e delle informazioni.
Si tratta di uno degli impieghi più importanti e complessi in quanto da questo deriva lo sviluppo e l’incremento aziendale ma prima di tutto anche la sicurezza.

Trattandosi di dati sensibili e fondamentali per le aziende, è necessario che questi vengano tutelati e salvaguardati adeguatamente, in modo da contrastare potenziali errori e imprevisti che potrebbero ledere le molteplici attività.

Il mondo digitale è in continua evoluzione, numerose sono le soluzioni per poter proteggere i dati.

Una delle modalità più conosciute da mettere in atto è sicuramente il disaster recovery. Numerosi studi condotti in merito, hanno dimostrato che è essenziale assicurare alle aziende e ai complessi industriali, un sistema di ripristino rapido.

Pianificare un Disaster Recovery Plan è fondamentale per un’azienda, la valutazione dei rischi e l’impatto che una catastrofe potrebbe avere serve per assicurarsi la continuità operativa.

La prima soluzione più nota e semplice per proteggere i dati sensibili e le informazioni è quella di effettuare un backup, che presuppone il salvataggio dei dati in cloud o su altre unità rimovibili o macchine virtuali, preservandolo da eventuali attacchi hacker.

Il fine ultimo, è quello di replicare applicazioni, programmi e i dati, garantendo così la sostituzione di questi in caso di emergenza, errori umani, attacchi cyber e sabotaggi. La disaster recovery è quindi definita come l’insieme di strutture e di attività che consentono alle imprese, mediante l’information technology, di contrastare situazioni di emergenze, prevedendo e isolando incidenti che possono compromettere il funzionamento di specifiche funzioni.

Conclusioni

Per una gestione ottimale, è essenziale avvalersi dei software e dei programmi di gestione adatti. E’ quindi bene rivolgersi a società di competenza che sappiano attuare le giuste misure di sicurezza.

Uno studio di Ponemon Institute, il Global State of Cybersecurity del 2019, ha rilevato che oltre un terzo delle Pmi non ha in atto un piano di risposta a incidenti di questo tipo.

Queste mancanze implicano, in caso di danni, oltre che a perdite di tempo anche perdite di denaro.
Se succede a realtà come Scotland Yard, può succedere a chiunque, perchè non pensarci prima ed evitarlo?

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